(pubblicato per la prima volta il 15-07-1989)
Hyoga si lascia colpire in pieno dal suo avversario, per il quale nutre una profonda riconoscenza, e quando Kiki giunge con lo scrigno d'oro di Libra trova il Sacro Guerriero di Cygnus privo di sensi. Il fratellino di Mu viene picchiato da Isaac, che ha la ferma intenzione di fare a pezzi la causa della distruzione delle Colonne, ma non cede le dorate vestigia, che trattiene fino a che Hyoga non si è rialzato. Spetta poi a Cygnus, lasciati da parte i sentimentalismi, proseguire la battaglia contro Isaac, scontro che si conclude con la vittoria del Sacro Guerriero di Athena. Abbattuta la Colonna dell'Artico con il Tonfa, Hyoga viene richiamato dall'amico morente, e Isaac gli rivela un terribile segreto: il vero artefice della battaglia non è Poseidon. Contemporaneamente, ad Atene i Sacri Guerrieri d'Oro chiedono invano di partecipare alla battaglia (Dohko di Libra pone il veto) e Ikki giunge dinanzi al Tempio Sottomarino, dove viene fermato da Kanon di Sea Dragon che, toltasi la maschera che ne oscura il volto, rivela la sua faccia, quella di Saga di Gemini.
Sea Dragon non è Saga, bensì il suo
gemello Kanon di Gemini, che possiede soltanto il lato malvagio della
doppia personalità del fratello.
Ikki è spedito in un'altra dimensione, mentre Shaina, allarmata dalla debolezza
dei Cosmi dei Sacri Guerrieri di Bronzo, decide di attaccare
Poseidon di
persona. Sconfitta Tetis, però, la sacerdotessa-guerriero si ritrova a
combattere non contro un ragazzino viziato, bensì contro la reincarnazione di un
dio, e nulla può di fronte ad essa.
Kanon, intanto, viene avvicinato da Sorrento
di Siren, che gli confida i suoi dubbi
sulla battaglia in corso: davvero Poseidon vuole la distruzione del mondo?
O piuttosto qualcuno, in suo nome, tenta di ottenere il dominio della terra
nella speranza che Athena e Poseidon si uccidano a vicenda?
Kanon, sentendosi scoperto, minaccia di uccidere il Generale, ma due Cosmi
alle due Colonne dell'Atlantico richiamano entrambi al proprio dovere.
Per Sorrento ha così inizio un facile duello contro lo stremato Shun.
Athena innalza una preghiera per i suoi Sacri Guerrieri, impedendo che Sorrento, meravigliato, dia il colpo di grazia a Shun. Il Generale ricorda la paura che provò in occasione della prima volta che vide Athena, quando a Tokyo la giovane lo convinse a portarla con lui al Tempio Sottomarino, intervenendo giusto in tempo per salvare la vita ad Aldebaran. Seiya, nel frattempo, entra nel tempio e si trova ad affrontare la divinità, di fronte alla quale è inerme, pur potendo contare sull'apporto della nuova armatura e degli accorrenti Hyoga e Shiryu. I suoi colpi, infatti, gli sono rispediti indietro senza la minima difficoltà, perché è impossibile, per un uomo, attaccare un dio. I tre sembrano definitivamente spacciati quando ad Atene una scia luminosa si leva dalla Nona Casa e raggiunge il Tempio Sottomarino: è l'armatura di Sagittarius, giunta in soccorso a Seiya.
Mentre Seiya incocca una Freccia d'Oro di Sagittarius che non ha il coraggio di lanciare, Shun con grande fatica ha la meglio su Sorrento, e abbatte la Sesta Colonna senza uccidere il suo avversario. Ikki, intanto, ha fatto ritorno dal Golden Triangle e riprende il combattimento con Kanon, cui lancia con successo il Phoenix Genma-ken, con il quale scopre tutta la verità intorno al fratello di Saga. Kanon, dopo aver tentato il Sacro Guerriero di Gemini spingendolo verso il suo lato oscuro, è stato da questi rinchiuso in una gabbia di roccia a Capo Sounion, la prigione riservata ai cospiratori.