WATARE! ACHERON NO KAWA! | ATTRAVERSATE L'ACHERONTE! | IL TRAGHETTATORE DI ANIME |
Regia: Tomoharu Katsumata
Direttore delle animazioni: ...
Animazioni: ...
Voci: ...
Mentre Seiya
prosegue la sua discesa nel Pozzo
del Mondo dei Morti, i suoi compagni
decidono di seguirlo, anche perché in altro caso rischierebbero di essere
sepolti dalle macerie. Ma prima che possano dare seguito al loro proposito,
sul posto giunge anche Dohko
di Libra, che spiega loro cosa è necessario
fare per raggiungere l'Aldilà da vivi, unica condizione nella quale è
possibile battersi contro Hades: devono risvegliare la coscienza divina Arayashiki,
l'Ottavo Senso. Solo a quel punto lo stesso Dohko esorta Shiryu,
Hyoga e Shun
a seguirlo, tuffandosi nel buio del pozzo.
Il primo a risvegliarsi nelle profondità del Mondo dei Morti
è Seiya, che
senza esserne a conoscenza ha conseguito l'Ottavo Senso. Il Sacro Guerriero
di Pegasus trova al suo fianco Shun, e con lui inizia una corsa alla cieca,
giungendo prima all'ingresso dell'Inferno, simboleggiato dal gigantesco Portale
del Mondo dei Morti, e infine sulle rive di un enorme corso d'acqua
dall'aspetto sinistro, sulla cui sponda si trovano numerosi morti che si
lamentano con se stessi, senza essere di alcun ostacolo ai Sacri
Guerrieri di Bronzo.
Shun suppone che si tratti del fiume
Acheronte, e la sua ipotesi viene
presto confermata da un barcaiolo, che si presenta come lo Specter Caron
di Acheronte. Ha così inizio un'aspra battaglia, determinata dal fatto che i
Sacri Guerrieri necessitano dell'imbarcazione per guadare il fiume, e che il
traghettatore non intende concedere ai vivi l'accesso alla sponda opposta.
Tuttavia lo Specter scende a patti per ingordigia, offrendo a Seiya e Shun
la traversata in cambio di denaro, e quando il Sacro Guerriero di Andromeda
gli regala un pendente argentato, ricordo di sua madre, Caron accetta. A
metà del guado, però, l'infido Caron si rimangia la parola data,
attaccando Seiya con la scusa che questi non ha pagato quanto dovuto, e
sprofondandolo nelle acque dell'Acheronte, dove i morti sono soliti
trascinare i vivi sul fondo. Aiutato da Shun, che lo ripesca con la
sua catena mettendo in gioco la propria vita, Seiya riemerge più rabbioso
che mai, e dopo fasi alterne lo scontro si conclude solo perché Caron,
vincitore su Seiya, si blocca dinanzi allo sguardo puro di Shun, privo di
animosità e cattiveria anche in un luogo di dannazione. Per rendergli
omaggio, Caron lascia che Shun ripeschi Seiya dagli abissi e stabilisce una
tregua fino al raggiungimento della sponda opposta, e così è. Ma
nell'ultimo assalto, quello più importante, il Pegasus Ryûsei-ken di
Seiya ha definitivamente la meglio sull'Edging Current Crasher
di Caron. E superato il nemico, i Sacri Guerrieri di Athena si inoltrano nei
domini di Hades, con l'intenzione di attraversare il Mondo dei Morti e di
superare ognuna delle Dieci Prigioni Infernali che li attendono.
Si ricomincia...
...e si va di bene in meglio. Rispetto al Jûnikyû-hen, questa seconda parte di Saint Seiya Hades inizia con meno incertezze, sia tecniche che circa il ritorno economico, e si vede subito. Pur non essendoci moltissime animazioni, cosa comune alla prima parte, è da sottolineare che la qualità grafica è assolutamente eccezionale, con immagini fisse spesso paragonabili per cura e bellezza a quelle di un film di animazione. Ma la cosa che colpisce è come gli sceneggiatori, partendo dalla storia originale di Masami Kurumada e realizzando pochissime varianti, di cui nessuna importante ai fini della storia, abbiano ugualmente creato qualcosa di assolutamente nuovo sia per ritmo che per ambientazione.
La cosa più particolare, parlando dei disegni, sono senz'altro i fondali. Belli quelli del Castello di Hades, in gran parte già ammirati negli ultimi episodi del Jûnikyû-hen, e incredibili quelli del Mondo dei Morti. Il cielo degli Inferi, nero con venature rosso sangue e viola chiaro che servono a dare un po' di luminosità alle scene, è semplicemente perfetto, come bello è l'effetto acqua sulle rive dell'Acheronte, e molto gradevole è il color giallo pastello usato per il flashback di Shaka. Personalmente non ho adorato, invece, il viola che circonda gli ignavi, che certamente aiuta ad illuminarli meglio ma somiglia un po' troppo a un Cosmo. Riguardo alla computer grafica, oltre al già citato Acheronte meritano una menzione (non speciale, comunque) i colpi segreti di Caron e Seiya.
Si è detto che la sceneggiatura è praticamente identica a quella del manga di Kurumada, per cui mi limito a sottolineare i minimi cambiamenti che ci sono stati, praticamente tutti legati a scelte registiche. Per ovviare alla lunghezza della scena con Seiya, Shun e Caron, infatti, sono stati inseriti brevissimi 'stacchi' con protagonisti Hyoga, Shiryu (dei quali viene rapidamente mostrato il cammino) e Pandora. Bello anche il fatto che, nel climax finale, vengano mostrati in sequenza tutti i protagonisti di questa parte di storia che combattono per Athena. Ottima la scelta delle musiche, azzeccate e prevalentemente attinte dalle battaglie divine contro Hades, Lucifero e Poseidon; una menzione particolare la meritano la traccia 5 dell'Hades Image Album, inserita nel lungo dialogo tra Dohko e i Sacri Guerrieri di Bronzo al Castello, e la traccia 9 del cd di Poseidon, che rimanda a una curiosa somiglianza con la serie del dio dei Mari. Questa traccia, infatti, è quella che conclude sia il primo episodio di quella saga, con protagonisti Seiya e Shun, che il primo episodio del Capitolo Inferno. Poi, tra le altre, la terza traccia del Saint Seiya Eternal Edition CD III nel momento in cui Seiya e Shun giungono al Portale del Mondo dei Morti e la traccia 12 del CD VIII per lo scontro finale tra Seiya e Caron.